Recensione 📚 Revolutionary Road di Richard Yates – Quelli che si credevano diversi

Sarà un caso che ho finito questo libro proprio il giorno in cui i New York Knicks vincevano il titolo NBA dopo 53 anni di attesa? Io non credo..

Richard Yates, nato alle porte della Grande Mela (Yonkers, 1926) ha scritto gran parte di questo romanzo a Mahopac, una frazione rurale nello Stato di New York. Questo che ho tra le mani (nella sua incarnazione Minum Fax tradotta da Adriana Dell'Orto) è uno dei libri più spietati sul matrimonio, sull’idea di successo e sulla paura di diventare esattamente come tutti gli altri.

La trama

Frank e April Wheeler vivono nella periferia americana degli anni ’50 - una Mahopac qualunque. Casa carina, due figli, vicini sorridenti, lavoro stabile. Il classico sogno americano confezionato bene. Peccato che dentro ci sia il vuoto pneumatico. Loro si sentono “speciali”, superiori a quel mondo fatto di barbecue, uffici e conformismo. Così nasce il piano: mollare tutto e trasferirsi a Parigi. Una fuga romantica, quasi rivoluzionaria. Ovviamente andrà tutto a donne di facili costumi.

Punti forti

✅ Yates scrive da paura: dialoghi vivi, scene tesissime, zero retorica.
✅ Frank e April sono personaggi veri: egoisti, fragili, lucidissimi e insopportabili.
✅ La critica alla vita suburbana americana è ancora attualissima. Cambiano le case, non le persone.
Punti deboli

❌ È un romanzo emotivamente pesante. Non lascia aria.
❌ Se cerchi colpi di scena o ritmo veloce, qui rischi di fare fatica.
❌ I protagonisti possono risultare irritanti. But, hey.. That's the point.

La mia esperienza personale

La cosa che mi ha colpito di più è che Revolutionary Road (uscito nel 1961 e pubblicato in Italia 3 anni dopo) non parla davvero della periferia americana. Parla di tutte quelle persone convinte di essere “destinate a qualcosa di più”, ma troppo paralizzate, stanche o spaventate per cambiare davvero vita.

Frank Wheeler, in fondo, è pieno di velleità e idee enormi. Però appena il sistema gli offre un minimo di comfort, crolla. April invece è il personaggio che resta addosso: feroce, malinconica, lucida fino a diventare autodistruttiva.

E Yates li ritrae entrambi senza pietà. Ma anche senza giudicarli.

In conclusione

Revolutionary Road è un romanzo cattivo, elegantissimo e tremendamente umano. Ne hanno fatto pure un film nel 2008 con Leonoardo Di Caprio e Kate Winslet che onestamente ho sempre snobbato (recupererò). 
Arrivato all'ultima pagina mi sono chiesto: A oltre 60 anni dalla pubblicazione, siamo diventati tutti poi tanto diversi da Frank & April?

Mmmm, mi sa di no.

Lo puoi trovare qui

"Perché forse ci vuole una certa dose di coraggio per rendersi conto del vuoto, ma ne occorre un bel po’ di più per scorgere la disperazione. E secondo me, una volta che si scorge la disperazione, non resta altro da fare che tagliare la corda"

FOTO: me, myself and I


Commenti

Goodreads