Recensione 📚 Kolchoz di Emmanuel Carrère - I parenti passano, i libri restano
Alla fine l’ho tolto dal comodino. Kolchoz era lì da settimane, come avevo confessato parlando di Lingua straniera . Considerando che di Carrère ho letto quasi tutto, rimandare ancora sarebbe stato maleducato. Ormai conosco più peripezie sue che di alcuni miei parenti. E di sicuro le sue sono scritte meglio. Diciamolo subito: il libro comincia lentamente. Prende posto, sistema le fotografie, presenta la famiglia. Tu ascolti educatamente, con quel vago timore di essere finito a cena da qualcuno che sta per mostrarti tre generazioni di diapositive. Poi succede la solita roba: non saprei indicare la pagina, il momento, il trucco, ma a un certo punto sei dentro. Incollato. Carrère sta ancora parlando dei 'suoi' e tu hai smesso di rispondere ai 'tuoi'. Un copione consolidato, e io ci casco regolarmente.