Recensione 📚 Come d’aria di Ada D’Adamo - il riverbero di un libro appena concluso

Ci sono libri che finisci e sistemi nella libreria. Altri che chiudi, appoggi sul divano e dopo cinque minuti ti ritrovi ancora lì a pensarci.

Come d’aria (Elliot Edizioni) appartiene decisamente alla seconda categoria.

Quando l’ho terminato non ero neppure sicuro di volerci scrivere sopra. Nella newsletter Superflua avevo scritto che avrei preferito lasciarlo decantare come certi vini, anche se non ero affatto sicuro che sarebbe diventato più digeribile e no, non lo è diventato...

La trama

Ada D’Adamo racconta sua figlia Daria, nata nel 2005 e colpita da una gravissima malformazione cerebrale che comporterà una disabilità profonda e una dipendenza pressoché totale dagli altri.

Ma sarebbe sbagliato ridurre Come d’aria a un libro sulla disabilità. Ãˆ soprattutto un libro sul corpo.

Quello di Daria, che Ada deve sollevare, lavare, accompagnare, interpretare, proteggere. E quello di Ada stessa, danzatrice di formazione, che a un certo punto scopre di avere un tumore. La donna che per anni ha prestato il proprio corpo alla figlia comincia così a perdere il controllo del proprio.

Davvero non serve aggiungere molto altro.

Punti Forti

✅D’Adamo avrebbe avuto tutto il materiale possibile per ricattare emotivamente il lettore ma non lo fa. Racconta senza santificare la maternità e senza trasformare il dolore in una lezione edificante.

✅Una maternità senza santini: nell’amore per Daria entrano anche stanchezza, rabbia, paura, senso di colpa e desiderio di fuga. Ed è proprio questo a renderlo credibile.

✅Come d’aria è breve ma essenziale. Non spreca quasi niente e non ha bisogno di frasi a effetto per colpire.

Punti Deboli

❌Non concede tregua: non perché sia melodrammatico, anzi. Ma sapere che ciò che stai leggendo è accaduto davvero rende tutto più pesante.

❌La struttura è emotiva più che narrativa: ricordi, presente, malattia di Daria e malattia di Ada si sovrappongono continuamente. Nessuna linearità nella storia.

La mia esperienza personale

Come d’aria ha vinto il Premio Strega 2023, pochi mesi dopo la morte della scrittrice. La domanda viene quasi spontanea: quanto ha pesato la vicenda personale sulla vittoria?

Who cares? Perché tolta la tragedia intorno al libro rimane 'il' libro. Che poi, ciò che mi è rimasto più addosso è la paura della separazione. Ada sa che il proprio corpo sta cedendo e la domanda che attraversa le pagine è terribile nella sua semplicità: chi si occuperà di Daria quando lei non ci sarà?

Insomma, un grande libro sulla paura di lasciare qualcuno che ha ancora bisogno di noi.

In conclusione

Concludo come ho iniziato: questo romanzo Ã¨ uno di quei memoir che finiscono prima che il lettore si sia davvero accorto di essere arrivato alla fine. Lo chiudi, lo lasci lì solo per renderti conto che lui, il libro, non ha nessuna intenzione di lasciarti andare, che alcune storie chiedono di essere raccontate e altre pretendono che, almeno per un po’, si stia zitti a rimuginare.

Come d’aria mi ha chiesto entrambe le cose. Prima il silenzio. Poi queste righe.

Lo puoi trovare qui.

"Sapevo che avrei continuato a vivere? No, ma l'ho imparato, via via che il tempo passava e ho continuato a non morire."

FOTO: me, myself and I


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