Recensione 📚 Le interruzioni di Simone Lisi - il romanzo che si inceppa (ma con stile)

Alcune storie cominciano ben prima di noi. E altre che, per quanto ci proviamo, non riusciremo mai a comprendere del tutto. Figuriamoci raccontarle fino in fondo. Il succo di questo libro sta proprio qui.
La trama

Un pranzo, una tavola apparecchiata, e a un certo punto Valerio scopre che sua madre ha avuto quattro aborti prima di lui. Detto così, un gigantesco vuoto di sceneggiatura. Ma Valerio è uno scrittore, e la sua prima reazione, à la Carrere, è anche un po’ "yuppi, questo è il tema del prossimo romanzo". Raccolgo testimonianze, faccio due ricerche, metto insieme i pezzi. Easy peasy.

Solo che la vita non è una cartella di appunti da riordinare. E meno male, direi. In Le interruzioni. Romanzo provvisorio su mia madre, Simone Lisi lo segue in questa indagine tra ricordi, conversazioni, città di provincia e Londra. Intorno a lui un coro di voci femminili che a turno lo sostiene, lo smonta, lo rimette al suo posto, e gli fa capire (a volte con un pizzico di crudeltà) quanto sia scomodo e impervio raccontare esperienze che semplicemente non ti appartengono.

Lui vorrebbe capire, spiegare, magari trovare pure una struttura che regga. Ma più prova a sistemare le cose, più va a sbattere contro i suoi limiti. Perché le cose che facciamo fatica a spiegarci, raramente diventano una storia con una trama sostenibile.
 Punti Forti

✅Lisi ha una scrittura riconoscibile: ironica, cinica, a tratti parossistica. Prende una situazione che potrebbe stare tutta nel dramma (gli aborti della madre in un'Italia da caccia alle streghe) e la sposta altrove, di lato, dove non te l’aspetti, e non la butta mai in caciara.

✅Se devo dire cosa mi ha preso di più, sono i dialoghi. Botta e risposta, equivoci, frecciate, tentativi goffi di dire una cosa sensata e che escono storti. Le persone prendono vita dalle battute, e certe scene le vedrei benissimo a teatro.
✅ Il tema è delicato, e Lisi si guarda bene dal metterlo sotto una campana di solennità. Anzi, usa Valerio per mettere in discussione lo scrittore stesso: la fame di appropriarsi delle storie degli altri, di farne letteratura a ogni costo. 
Punti Deboli

❌A volte l’ironia tiene troppo lontano: ok è la sua arma migliore, tuttavia in qualche passaggio mi ha lasciato fuori dalla porta. Quando la materia si fa più dolorosa, il registro ironico non sempre funziona.
❌Il caro vecchio Valerio è spesso impacciato, egocentrico, convinto di poter capire più di quanto gli sia concesso. Ed è una scelta coerente con il libro, lo so. Ma non aspettatevi di volergli bene subito, o di empatizzare con lui..
La mia esperienza personale

Simone Lisi, da scrittore di racconti, l’ho conosciuto come capita con certi autori: prima ancora di leggerne un libro, sulle stesse riviste in cui ho pubblicato pure io.

Nella mia prima ondata di esplorazioni c’erano Verde Rivista, Malgrado Le Mosche. È da lì che sono finito su Lisi, Riccardo Meozzi, Francesca Mattei e altri nomi che, in momenti diversi, mi hanno spinto a ficcare il naso nei cataloghi e a fare acquisti. Yes we can: leggi un racconto su una rivista e dopo due giorni hai ordinato il libro.

E così il primo romanzo di Lisi che ho letto è stato Un’altra cena, parecchi anni fa. Con Le interruzioni ho fatto un salto, e probabilmente mi sono saltato il passaggio di mezzo, Padre occidentale. Rimedierò, promesso. Intanto, in questo libro uscito lo scorso febbraio per effequ, mi porto a casa la consapevolezza che il tentativo di raccontare una storia di famiglia spesso finisce col mettere a nudo i limiti di chi la racconta.
Forse non tutto si lascia trasformare in letteratura. E forse è proprio da ciò che ci resiste che la letteratura comincia.

Due parole anche su effequ, casa editrice indipendente che si è costruita un catalogo riconoscibile, con un occhio per le voci che escono dalle strade più battute (Sergio Oricci, Giulio Pedani, ecc..). La collana Rondini, quella di narrativa, secondo me è una di quelle da tenere d’occhio se cercate robetta contemporanea un po’ meno accomodante.
In conclusione

Le interruzioni si regge su un equilibrio curioso: affronta una materia pesante senza rinunciare all’ironia, mette in scena personaggi che sbagliano, e usa il tentativo di scrivere una storia per guardare in faccia ciò che dal racconto resta fuori. Capolavoro? Nope. Mi basta dire che Lisi ha una voce sua, che i dialoghi sono notevoli, e che il modo in cui guarda le contraddizioni umane continua a incuriosirmi.

Lo trovi qui.
"Ti ho mai parlato dei tuoi fratelli?" "Io sono figlio unico". "Dei tuoi potenziali fratelli". "No, non me ne hai parlato. Ma non sono certo di volerlo sapere".

FOTO: me, myself and AI



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