Recensione📚 Brutaledi Salvatore Falzone – il momento in cui il desiderio deraglia
Di solito i libri raccontano il desiderio con grazia, come se bastasse nominarlo per tenerlo a bada. Pochi altri, invece, lo prendono e lo schiaffeggiano, lo sporcano e te lo lanciano addosso senza chiederti il permesso. Brutale sta più o meno da quelle parti, indigesto come un cheesecake al salame.
La trama (senza girarci troppo intorno)
Giulio ha una vita 'ok' -lavoro, casa, fiancè- ma conrnifica continuamente, quasi fosse una forma di bulimia. Paolo invece arranca: lavoro precario, relazione etero spenta, un garage come casa. Per arrotondare apre un OnlyFans, volto coperto, e proprio lì scopre qualcosa di sé che non aveva mai davvero affrontato. Il problema è che Giulio vede quel video. E i due non sono estranei: condividono un passato piuttosto frizzantino: una roba successa anni prima che torna a bussare con un tempismo pessimo. Da lì in poi è tensione: potere, desiderio, vergogna e bisogno di essere visti, consumati.
Punti forti
✅Onestà emotiva totale. Narrazione cruda, che viviseziona la pagina senza nemmeno il tentativo di edulcorare ciò che accade sulla pagina.
✅ Scrittura diretta che colpisce. Falzonè bravo ad utilizzare una scrittura che sembra restare e in superficie, ma sotto lavora bene. Pure il sesso qui è al servizio della suao penna: non è una 'scena' ma un linguaggio.
Punti deboli
❌È soffocante. Il ritmo narrativo è sempre molto alto. In molti casi non sarebbe un difetto, ma qui - ogni tanto - ho sentito il bisogno di tirare il fiato.
❌Non ti aiuta. Se cerchi un’immediata adesione emotiva, un appiglio che ti accompagni per mano, qui rischi di restare fuori: è un libro che non si piega al lettore, semmai lo prende per la collottola e ce lo spinge dentro.
La mia esperienza personale
Non è uno shock, ma qualcosa di più lento: la sensazione di guardare qualcosa che non vuoi vedere e restarci comunque, perché capisci che il punto non è la provocazione, ma quello che c’è sotto. E sotto c’è una difficoltà enorme a stare nella vulnerabilità senza trasformarla in controllo, in sesso, in qualcosa di più gestibile.
Il Luca-cinismo che c'è in me direbbe che sembra il ritratto di una generazione che usa il corpo per dire quello che non sa dire a parole. Umano, sì. Ma anche piuttosto triste.
In conclusione
Brutale, uscito poco più di un anno fa per 66thans2nd, è volutamente esplicito, disturbante e proprio per questo funziona. Forse cup of tea per pochi, ma se si cerca una storia che non ha paura di imbrattarsi un po', fra queste pagine qualcosa di 'vero' c'è. Eccome
Lo puoi trovare qui
"Questo era un mondo al rovescio, un mondo in cui i ruoli che aveva creduto fissi si erano ribaltati. In questo mondo lui non era carnefice ma preda, e sarebbe stato divorato se non avesse trovato il coraggio di opporsi, di ripristinare l’ordine."
| FOTO: me, myself and I |
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