Recensione 📚Nella carne di David Szalay - Desiderio, potere e capitomboli acrobatici

Ne ho letti di mattonazzi che cercano di srotolarti la vita perfetta. Uff.. noiosi. Per fortuna altri scrittori, più furbi e onesti, si limitano a mostrarti quanto l'esistenza umana sia incasinata, contraddittoria e piena di decisioni discutibili.

Nella carne di David Szalay, vincitore del Booker Prize 2025, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. È il secondo libro dello scrittore ungherese che leggo, dopo Turbolenze. E la sensazione è la stessa: Szalay non scrive romanzi che urlano per attirare attenzione. Scrive storie che si insinuano piano, piano, nella crapa del lettore.

Qui seguiamo Istvan, dalla sua adolescenza fino alla mezza età. Zero flashback. Solo il tempo che passa e una vita che si sviluppa ipnotica davanti ai tuoi occhi.
La trama (o meglio: l’evoluzione di Istvan)

All’inizio incontriamo Istvan da adolescente. Il mondo è ancora semplice, o almeno sembra tale: desiderio, insicurezza, bisogno disperato di sentirsi all’altezza. In questa prima parte il sesso non è un dettaglio narrativo ma una lente attraverso cui Istvan interpreta il mondo. Il corpo diventa misura del valore personale, campo di battaglia tra potere, vulnerabilità e un terribile errore.

Poi la vita si allarga. Arrivano il lavoro, le relazioni, le ambizioni, le illusioni di controllo. Ed emerge uno dei grandi temi del romanzo: il potere. Il potere di ottenerlo, di sentirsi finalmente qualcuno, di avere influenza sugli altri. È una sensazione inebriante, quasi narcotica. Ma Szalay fa la furbata, appunto, e va oltre. Perché se conquistare il potere è seducente, perderlo è ancora più potente e rocambolesco.

E la traiettoria di Istvan diventa proprio questo: un lento esperimento umano su cosa succede quando credi di aver capito il mondo… e il mondo decide che non ci hai capito un cazzo.
Punti Forti

✅ Szalay ha uno stile incredibilmente controllato. Le frasi sono pulite, precise, quasi minimaliste. Pochissima 'carne' intorno all'osso.

✅ La divisione in blocchi temporali funziona alla perfezione. Ogni sezione è quasi un piccolo romanzo dentro il romanzo, ma insieme costruiscono una traiettoria di vita coerente e credibile.

✅ Il sesso nella prima parte e il potere nelle successive diventano due chiavi di lettura fondamentali del libro. Due forze primarie che guidano e spesso incasinano il comportamento umano.
Punti Deboli

❌ Chi cerca un protagonista epico ne resterà deluso. Istvan non è un personaggio facile da amare. A volte è ingenuo, altre volte opportunista, altre ancora semplicemente umano.

❌ Tono scarno e laconico: La prosa essenziale e l'uso costante del presente indicativo possono creare una sensazione di distanza emotiva.
La mia esperienza personale

Leggere Nella carne mi ha ricordato moltissimo Stoner di John Williams. Non perché le storie siano simili, tutt'altro, piuttosto per quello stesso pattern narrativo: prendere una vita apparentemente ordinaria e trasformarla in qualcosa di profondamente coinvolgente.

Alla fine ti accorgi che Szalay ha fatto una cosa difficilissima: raccontare la banalità dell’esistenza senza renderla banale.
In conclusione

Nella carne è un romanzo silenzioso ma estremamente potente. È un libro su desiderio, ambizione e potere. Su quanto sia seducente raggiungerlo e su quanto possa essere devastante perderlo.

Lo puoi trovare qui.
Ripensa anche alla sua vita più o meno a quell’età. Undici, dodici, tredici anni. Alle cose nuove e sorprendenti che voleva il suo corpo, e alla sua incapacità di opporsi quando le voleva. Allora perfino i sogni giravano intorno al corpo e a quello che gli stava succedendo.

FOTO: me, myself and I


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