Recensione 📚 I convitati di pietra di Michele Mari – Alla fine, l’unico compagno di classe che non salta mai l’appello è 'Padre Tempo'.
Pochi giorni fa Michele Mari ha vinto il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra, e già questa sarebbe una notizia. L’altra notizia, forse ancora più bella, è che per fortuna la polemica Ciabatti-Mari, il leak, le frasi private finite in piazza, il solito teatrino moral-sentimentale da social con forcone incorporato, non hanno inficiato un concorso letterario e artistico.
Letteratura 1 – Pettegolezzo 0.
Perché poi, diciamocelo: possiamo discutere tutto, anche duramente, ma l’idea che un autore sia un’entità purissima, inscindibile dalla propria moralità pubblica, mi pare una roba da catechismo con l’hashtag. I libri si leggono. Poi, certo, gli scrittori possono anche stare antipatici, dire sciocchezze, inciampare, farsi detestare. Ma se cominciamo a giudicare la letteratura come una prova di buona condotta, finisce che al posto dei romanzi leggiamo certificati penali e post di scuse. E sarebbe una tragedia. Letteraria, ma anche umana.
La trama
Milano, 1975. Un gruppo di ex compagni della III A del liceo classico Berchet decide, appena dopo la maturità , di siglare un patto tanto assurdo quanto geniale: ogni anno si ritroveranno a cena, verseranno dei soldi in un fondo comune e, alla fine, gli ultimi tre rimasti in vita si divideranno il malloppo. Sì, avete capito bene: una specie di Grande Fratello della morte, ma con più latino, più indirizzi milanesi e meno televoto. Da quel momento, la vita diventa una gara di resistenza. Mari costruisce così un romanzo breve ma densissimo, dove il tempo passa a colpi di cene, funerali, malattie, carriere, matrimoni, fallimenti, ossessioni, vecchi rancori e nuove meschinità .
Punti Forti
✅La premessa è semplice e micidiale. Un patto tra compagni di scuola che trasforma il tempo in denaro e la sopravvivenza in competizione. È un meccanismo quasi perfetto: crudele, ironico, nerissimo.
✅ Il grottesco: Mari sa essere feroce senza urlare. I personaggi vengono spesso tratteggiati con pochi tocchi, ma quei tocchi funzionano: una mania, una frase, un tic, un destino storto.
✅ Milano è ovunque. Vie, ristoranti, case, chiese, funerali. Una metropoli borghese, precisa, un po’ necrologica, dove persino la morte sembra avere un indirizzo civico e un tavolo prenotato.
Punti Deboli
❌ La prosa è bella, sì, ma anche pesantina: Lo dico con umiltà : è il primo libro di Michele Mari che leggo, quindi magari la colpa è mia. Però alcune pagine sembrano costruite col dizionario aperto sul tavolo.
❌ Il romanzo copre un arco lunghissimo, dal 1975 fino a un futuro abbastanza remoto. Ecco, proprio qui mi aspettavo qualcosa in più. Non dico fantascienza, non dico auto volanti o Milano sommersa dai monopattini senzienti, però il futuro resta spesso sullo sfondo. A un certo punto siamo nel 2035 e i personaggi scaricano ancora i film..
❌ Tanti personaggi, poco spazio per amarli davvero: La coralità funziona, ma per forza di cose alcuni restano più figurine che persone.
La mia esperienza personale
All’inizio ero affascinato dal meccanismo: questa idea della cena annuale, del fondo comune, della conta dei vivi, è una bomba narrativa. Poi, a tratti, mi sono un po’ incagliato nella lingua. Eppure, il libro resta in piedi. Anzi, resta in piedi proprio perché ha un’idea talmente forte da reggere anche i suoi eccessi. È un romanzo che parla del tempo, ma senza farci il predicozzo. Parla della morte, ma senza vestirsi da santino. Parla dell’amicizia, ma ricordandoci che spesso l’amicizia adulta è solo una vecchia foto di classe con sopra qualche conto in sospeso.
In conclusione
I convitati di pietra, uscito per Einaudi nel 2025, è un romanzo intelligente, crudele, elegante e a tratti faticoso. Tuttavia, la vittoria dello Strega mi sembra sensata. Merito dell'autore che ha saputo trattare il romanzo come un congegno e non come un lungo post motivazionale.
Lo puoi trovare qui.
"Quanto erano stati superficiali ed ingenui! Concepire quella gara mostruosa quando il premio era già in loro, con loro, ed era la giovinezza, semplicemente."

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