Recensione 📚 Una passeggiata nei boschi di Bill Bryson – trekking, risate e vesciche dell’anima
“Camminare fa bene al corpo, ma è l’autoironia che salva la mente.”
Se pensi che i libri di viaggio siano solo elenchi di città , cartoline e tramonti, Bryson ti smentirà con una scarpa slacciata e una battuta fulminante. Una passeggiata nei boschi è il diario (molto poco epico) dell’autore lungo l’Appalachian Trail, uno dei sentieri più lunghi e affascinanti del Nord America. Ma tranquillo: non serve essere un trekker per goderselo. Basta avere gambe e un cuore aperto alla meraviglia: perché ogni passo, anche il più buffo, può diventare una piccola epifania.
La trama (o il cammino interiore con zaino XXL)
Bill Bryson decide di percorrere l’Appalachian Trail per riconciliarsi con la natura e, forse, con se stesso. Peccato che, al posto dell’illuminazione, trovi pioggia, orsi, fastidi intestinali e un compagno di viaggio (Stephen Katz) più interessato ad abbuffarsi di Snickers che alla contemplazione paesaggistica.
Eppure, quello che parte come un'impresa maldestra diventa presto un’occasione per riflettere – tra un infortunio e l’altro – sull’America, sull’ambiente, sull’invecchiare. Il tutto senza mai perdere il tono caustico che ha reso Bryson una delle penne più amate della non-fiction anglosassone.
Punti Forti
✅ Umorismo travolgente: Bryson ha il dono raro di farti ridere parlando di stanchezza, freddo e zanzare assassine. Ogni capitolo contiene una gag con grandi tempi scenici.
✅ Riflessione ambientale intelligente: dietro le risate c’è una consapevolezza sincera sullo stato delle foreste americane e sulla necessità di rispettare la natura, anche quando ti si rivolta contro.
✅ La coppia perfetta: Bryson & Katz sono un duo comico inconsapevole. Il loro rapporto è fatto di battibecchi, junk food e affetto malcelato. Se “Into the Wild” ti ha fatto piangere, questo ti farà piangere… dal ridere.
Punti Deboli
❌ Non aspettarti un cammino completo: spoiler (ma neanche tanto): il sentiero non viene percorso tutto. Se vuoi l’impresa epica, leggi Walter Bonatti.
❌ Digressioni storiche: alcuni capitoli si perdono in dettagli sulla geologia, la fauna o le politiche ambientali. Interessanti, sì, ma non sempre fluidi.
La mia esperienza personale
Leggere Bryson è come ascoltare un amico brillante e un po’ snob che, folgorato sulla via di Damasco, decide di redimersi addentrandosi nei boschi, ma senza bussola. Ho riso in maniera beota più volte, e mi sono anche fermato a pensare: “Ma quanto poco conosciamo davvero il mondo fuori dalle nostre città ?” È un libro che ti fa venire voglia di chiudere il libro per uscire a camminare.
In conclusione
Una passeggiata nei boschi è un libro che invecchia bene e che mai come ora appare così attuale. Uscito negli USA nel 1998 è stato pubblicato in Italia da Guanda nel 2000 nella traduzione di Giuseppe Strazzeri. Il perfetto mix tra diario di viaggio, stand-up comedy e pamphlet ecologista. Un libro per chi ama la natura ma non rinuncia a una sana dose di cinismo.
Forse non scalerò montagne oggi, ma la voglia di partire – anche solo con la mente – non si spegne. Questo libro è un invito gentile a rimettere i piedi sulla terra. Magari partendo dal sentiero sotto casa.
| FOTO: me, myself and I |
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