Recensione 📚 Gentiluomo in mare di Herbert Clyde Lewis – il classico dimenticato che torna a galla.

"Quando Henry Preston Standish precipitò a capofitto nell'Oceano Pacifico, il sole stava sorgendo all'orizzonte."

Avviso ai lettori: se soffrite di ansie varie e l'acqua non è proprio la vostra BFF, lasciate perdere. Questo romanzo breve (o racconto lungo che dir si voglia) è la storia di un uomo che cade da una nave e… resta lì, in ammollo. That's all folks. Nessun Jack a salvarlo, nessuna scalcagnata scialuppa a cui aggrapparsi. Solo lui, la sua coscienza e l’oceano Pacifico che, notoriamente, non fa sconti.
La trama (o meglio: il nulla infinito)

Henry Preston Standish, gentiluomo di Wall Street, 'scialbo come una tela grigia', si sveglia un giorno e cade da una nave cargo. Fine della parte movimentata. Il resto del libro (pubblicato nel 1937 e riscoperto solo nel 2021) è la cronaca del suo dibattersi in mare aperto, mentre noi assistiamo a un monologo interiore che alterna ricordi, rimpianti e riflessioni à la William Stoner, l'antieroe di un altro best seller a scoppio ritardato ('Stoner' di John Edward Williams).

Lewis, autore sfortunato e pure finito triturato dall'industria di Hollywood, scrive con un’ironia sottile e feroce. Non ti butta addosso il melodramma: ti lascia lì, con Standish, a ridere e a tremare insieme a lui. È un romanzo esistenzialista travestito da racconto marinaro, un naufragio con più filosofia che acqua salata.
Punti forti

✅ Breve e letale: 120 pagine che ti colpiscono come uno tsunami-bonsai.
✅ Umorismo nero: se Samuel Beckett avesse scritto Titanic, avrebbe avuto più o meno questo tono.
✅ Attualissimo: chi non si è mai sentito un po’ solo e inutile in mezzo a un oceano (anche metaforico)?
Punti deboli

❌ Non succede nulla. Zero. Niente inseguimenti, niente colpi di scena. È l’anti-Moby Dick.
❌ Lettura breve ma scomoda: se non reggi l’ansia, rischi di guardare il bicchiere d’acqua con sospetto.
La mia esperienza personale

Leggere Gentiluomo in mare - uscito nel 2023 per Adelphi e tradotto da Marco Rossari - è stato come andare in piscina senza braccioli: panico e risate isteriche insieme. Ho ammirato la capacità di Lewis di raccontare la paura senza mai cadere nel patetico. E sì, ho chiuso il libro e sono andato a controllare che il tappo del bagnoschiuma fosse ben chiuso. Che sai mai.
In conclusione

Una piccola perla editoriale dimenticata, che merita di essere ripescata. Non un romanzo d’avventura, piuttosto una parabola sul senso della vita, raccontata con un cinismo che strappa sorrisi aspri. 
Consigliato a chi ama i libri che fanno sorridere e pensare…
e a chi non ha paura di guardare il mare troppo a lungo.


FOTO: me, myself and I



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